Dal Seme, i Frutti

Questa è la storia di Teresa, Cesare e Dario. Della loro chiesa e della loro amicizia. Ma la ragione per cui vale la pena di raccontarla, e d'incontrarla, è un'altra. È l'origine di questa storia, l'incontro di tre ragazzini con Cristo, attraverso il movimento di Comunione e liberazione e, attraverso questo, con la Chiesa.
Il seme fu gettato quasi 30 anni fa, quando Teresa era ancora viva. Ma dopo 30 anni, non ci si scappa: se questo seme non continua a dare frutti, il tempo ha la meglio, e seppellisce tutto sotto la polvere pericolosa dei ricordi.
Il primo inizio è stato a Brignano, nel 1973. Il secondo nel 1997, quando Dario e Cesare si sono reincontrati e su un foglietto hanno schizzato la chiesa. La prova che il seme è ancora capace di generare è che l'amicizia tra Teresa, Cesare e Dario si allarga:
"Senza quell'inizio, il primo e il secondo inizio, io non sarei io", scrive Hèctor, un giovane di Portoviejo.

"Che cosa ha significato per la mia vita, e per i miei amici, l'avvenimento della costruzione della chiesa a Portoviejo? Per prima cosa, che da tutti i punti di vista corrisponde al desiderio di bellezza che fa degna la nostra vita. La chiesa è bella, bella come la vita che ho incontrato e che vivo. E d'altra parte, perché il nostro amico Cesare avrebbe costruito l'opera della sua vita in un'altra parte del mondo? Sembra una cosa da matti. Invece la sua bellezza sta nella verità della storia che in quei mattoni si fa presente, nella sua ragion d'essere. Quindi questa opera è una cosa dell'altro mondo.
Quest'anno sono stato con questi amici della comunità di Brignano e ho potuto rendermi conto di come è nato tutto questo. E vedendo la loro vita, le loro famiglie, i loro figli, capisco che solo nell'amicizia, nell'appartenenza piena di tenerezza che loro vivono e che giunge fino a me, nasce un tempio che è realmente per sempre.
Il tempio che insieme Cesare e Dario, e tutti noi abbiamo costruito è l'evidenza più chiara del fatto che l'incontro con Cristo attraverso i volti concreti di Don Giussani, di Teresa e dei nostri amici, fa diventare la nostra vita un'opera, un'opera che costruisce un Altro. Dare la vita a questo Altro è la cosa più degna e umana che esista".
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