La Festa dei Colori

All'esterno la chiesa è bianca, e rossa di mattoni a vista. Si distingue da tutto ciò che la circonda, grazie al colore simbolico della festa. Gli inserti di colore, sulle cuspidi, sui pilastri all'ingresso, sono incastonati nel paramento bianco della festa.
Una presenza viva e operante si mostra: la chiesa si potrà vedere e sentire da tutto il quartiere grazie al campanile e al concerto delle cinque campane.







┬┤La torre campanaria è imponente. Mi piace l'idea che molti pensino che sia inutile. Vuol dire che ne valeva la pena. È una grande presenza. È una sfida, una provocazione, una cosa che s'impone. Il campanile è missionario. È il testimone "Guardatemi: è qui! Egli è già, qui sotto, è sceso in basso, per terra. Io sono la stella cometa, Lui sta dentro la stalla".'
(Dal diario del secondo viaggio in Ecuador di Cesare)


All'interno trionfano i colori, il segno della festa del popolo cristiano che si raduna per celebrare l'eucarestia.
Pareti e vetrate riprendono le tinte tradizionali degli affreschi delle cattedrali: il rosso e il blu, la natura umana e la natura divina, entrambe misteriosamente presenti in Cristo, e il giallo, la Vita, il sole, la Luce, lo Spirito Divino.
I bassorilievi delle cattedrali romaniche erano policromi. Ma anche nell'America precolombiana trionfavano i colori: prima di Colombo edifici e templi si offrivano al sole rossi e azzurri.
È solo un malinteso spiritualismo che tende a cancellare la carnalità del colore.

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