la REALTÀ come SEGNO

La scommessa di Cesare e Dario, nel progettare la chiesa, è quella di riuscire a rendere visibile il significato delle cose, a far presentire il Mistero di Dio che si fa uomo. Per questo nulla è stato lasciato al caso: forme, colori, elementi architettonici non hanno una valenza puramente estetica. La pianta riprende un quadrato (simbolo della terra, dell'umanità) che si compenetra nel cerchio (simbolo di Dio), a rappresentare l'incarnazione, il Dio che si fa uomo in Cristo Gesù. Negli otto punti di intersezione tra il cerchio e il quadrato sorgono altrettante colonne (simbolo degli apostoli) che sorreggono la copertura.
L'ottagono rappresenta l'ottavo giorno, cioè il giorno della redenzione, la vita eterna, di cui i fedeli hanno un anticipo nel centuplo in questo mondo. Il cerchio sul quale è costruita la chiesa ha un raggio di 12 metri, e il 12 (numero simbolico che rappresenta le tribù di Israele, i dodici Apostoli, le dodici porte della Gerusalemme celeste) è il modulo che sta alla base delle misure di tutte le singole parti della costruzione.

Sul lato destro della chiesa sorge il battistero. Una distinzione che sottolinea l'importanza del battesimo, primo e fondamentale sacramento della vita cristiana: si appartiene alla chiesa - si entra in questa storia di duemila anni - attraverso il battesimo. La chiesa non sorge direttamente sulla strada, ma si colloca all'interno, in una piccola piazza riparata, dove si affacciano tutte le opere parrocchiali. E sono queste ultime ad aprirsi alla città, al passante: la chiesa è il corpo di Cristo, presente nell'unità di quanti lo seguono. È questo corpo vivente - che costruisce, lavora, educa, assiste, insomma che "opera" - a rendere possibile l'incontro dell'uomo di oggi con Cristo.

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