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Premio della Fondazione “Enzo Piccinini” a Pietrevive e “Senor de la Buena Esperanza”

15 Lug 2009 di cesare

Nell’ambito del convegno internazionale di Medicina e Persona svoltosi lo scorso giugno a Milano, il Premio della Fondazione “Enzo Piccinini” per il migliore progetto sanitario, tra i cinquanta presentati e provenienti per lo più da Africa e America del Sud, è stato assegnato alla Fondazione “Senor de la Buena Esperanza” di Portoviejo (Ecuador) e alla Onlus  “Pietre Vive, Teresa e Francesco per l’Ecuador” partner italiano del progetto. Il premio è stato ritirato dalla responsabile della Fondazione dott.ssa Farfan Jennifer Vera, presente al convegno, che ha ringraziato la Fondazione Enzo Piccinini con questo discorso:

Sono molto contenta e grata alla Fondazione “Enzo Piccinini” per  aver premiato il lavoro che stiamo conducendo in Ecuador come Fondazione Segnor De La Buena Esperanza insieme alla ONLUS Italiana “Pietre Vive”che ci sta appoggiando (www.pietrevive.org).

Sono particolarmente contenta di aver ricevuto il premio in occasione dello splendido Congresso di Medicina e Persona “Sopravviverà la Medicina all’abbandono della clinica”. Torno in Euador felice e piena di idee e nuove
proposte.

La Fondazione Segnor de La Buena Esperanza nacque nella città di Portoviejo, sulla costa ecuatoriana, grazie alla passione di un sacerdote italiano che vi si stabilì 13 anni fa. La Fondazione ha cominciato con una ambulatorio ed un dispensario medico per assistere la popolazione più povera di alcuni quartieri della città, con un interesse prevalente nel settore materno infantile. Successivamente abbiamo cercato affrontare il problema delle parassitosi intestinali nel bambino, che è un grave problema nel mio paese. Abbiamo effettuato campionamenti specifici nelle scuole della città e della campagna per determinare la carica parassitaria ed abbiamo iniziato interventi di somministrazione periodica di farmaci antiparassitari nelle zone più colpite, seguendo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Salute.

Questo programma ci ha portato nelle campagne, la cui situazione sanitaria è ancora peggiore rispetto alla città e ci ha stimolato ad iniziare 8 anni fa un servizio di medicina rurale in 35 piccole comunità della provincia: circa 28.000 persone. Abbiamo così  istruito 30 agenti di salute, cioè persone delle stesse comunità locali che sono state formate per visitare le famiglie, dare consigli igienici, controllare la crescita dei bambini ed identificare le malattie pericolose. Gli stessi agenti sono stati forniti di farmaci essenziali per trattare le malattie non urgenti. Abbiamo anche organizzato corsi di
formazione per le levatrici locali fornendole di un kit per l’assistenza del parto a domicilio, al fine di ridurre la mortalità materna.

Nella nostra attività siamo stati sempre appoggiati dalla ONLUS Italiana Pietre Vive e negli ultimi due anni anche da
organizzazioni private internazionali (Club Rotary e Lyons). Abbiamo anche ricevuto un finanziamento specifico dalla regione Lombardia che ha permesso di acquistare attrezzature per gli agenti di salute ed un fuoristrada per raggiungere tutte le zone coperte dal progetto.

I dati statistici che abbiamo raccolto attraverso i reports degli agenti di salute sono stati presentati nel poster premiato al Congresso. Essi mostrano una riduzione della mortalità materna ed infantile ed un migliormaneto della salute dei bambini,
documentabile in una netta riduzione dei casi di diarrea infantile. Però a mio giudizio il fatto più importante è che, pur partendo da una realtà povera e difficile  abbiamo coinvolto le famiglie e le abbiamo fatte protagoniste di salute. Abbiamo cioè indicato alle persone una ragione per cui era necessario occuparsi dei figli, curarsi, controllare le vaccinazioni e seguire le norme igieniche. Abbiamo in sostanza cercato, attraverso la salute, di dare loro una ragione per vivere.

Jennifer Vera Farfan

Presidente della Fondazione Segnor De La Buena Esperanza
Portoviejo, Ecuador


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