Tre amici di Portoviejo in seminario a Roma
21 Gen 2007 di admin
Dal 22 settembre anche Christian, uno dei giovani della Fraternità di don Dario e don Francesco, è a Roma con Héctor e William, arrivati l´anno scorso, per studiare nel seminario Giovanni Paolo II.
Cresce, così l´impegno della Fraternità di “San Giovanni Apostolo” e di tutti noi che condividiamo l’opera dei nostri amici, per accompagnare nella loro formazione questi giovani.
La loro vocazione, la risposta a quel mistero di totalità che abbraccia e che cambia, possiamo dire, è il frutto più vero e profondo di quella “Vita” che si comunica nella missione in Ecuador e di cui anche noi dall´Italia, con l´Associazione “Pietre vive” e la sua storia, siamo partecipi.
Di questa storia il primo inizio è stato a Brignano, nel 1973, quando Teresa era ancora viva. Il secondo nel 1997, quando Dario e Cesare si sono reincontrati e su un foglietto hanno schizzato la chiesa. E’ la storia di una amicizia che si allarga e che continua a generare dal seme gettato quasi 30 anni fa.
“Senza quell’inizio, il primo e il secondo inizio, io non sarei io”, scrive Héctor, allora liceale, in occasione della consacrazione della chiesa nel 2001.
La chiesa di Portoviejo
“Che cosa ha significato per la mia vita, e per i miei amici, l’avvenimento della costruzione della chiesa a Portoviejo? Per prima cosa, che da tutti i punti di vista corrisponde al desiderio di bellezza che fa degna la nostra vita. La chiesa è bella, bella come la vita che ho incontrato e che vivo. E d’altra parte, perché il nostro amico Cesare avrebbe costruito l’opera della sua vita in un’altra parte del mondo? Sembra una cosa da matti. Invece la sua bellezza sta nella verità della storia che in quei mattoni si fa presente, nella sua ragion d’essere. Quindi questa opera è una cosa dell’altro mondo.
Quest’anno sono stato con questi amici della comunità di Brignano e ho potuto rendermi conto di come è nato tutto questo. E vedendo la loro vita, le loro famiglie, i loro figli, capisco che solo nell’amicizia, nell’appartenenza piena di tenerezza che loro vivono e che giunge fino a me, nasce un tempio che è realmente per sempre.
Il tempio che insieme Cesare e Dario e tutti noi abbiamo costruito è l’evidenza più chiara del fatto che l’incontro con Cristo attraverso i volti concreti di Don Giussani, di Teresa e dei nostri amici, fa diventare la nostra vita un’opera, un’opera che costruisce un Altro. Dare la vita a questo Altro è la cosa più degna e umana che esista”.