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Posa della prima pietra nella Parrocchia Eujenio Espejo di Otavalo

5 Lug 2012 di admin

Domenica 24 giugno si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra della nuova chiesa della comunità della Sagrada Familia, nella Parrocchia Eujenio Espejo di Otavalo, della comunità indigena della Compagnia. A presiedere la cerimonia il vescovo di Ibarra Mons. Valter Maggi con il clero locale e tutto il popolo della zona rurale. Nella prima pietra, che nella forma ricorda la pianta della chiesa, modellata sull’antico simbolo cosmico della croce andina, sono state poste la pergamena con il testo ufficiale della consacrazione insieme con oggetti simbolici: monete coniate nell’anno in corso, un paio di orecchini e una collana. Tutti offerti dalle donne della comunità.
Durante la cerimonia è stata anche offerta una gallina, con la funzione di “mediano” (medium). Si offre agli inizi di ogni opera, agli ospiti illustri e alla Madre Terra, affinché non si arrabbi e non faccia perire nessuno durante i lavori. Dopo il “mediano” e prima della benedizione con l’acqua benedetta, la terra è stata irrorata di “chicha” di mais (bevanda ottenuta dalla fermentazione del mais).

La chiesa è stata progettata dall’attuale presidente di Pietre Vive, l’architetto Cesare Aresi. La costruzione, alla quale contribuiranno le persone della comunità, anche con lavoro volontario, sarà diretta dall’architetto locale signora Fany Quilumbaquin.

 




Croce Andina, 700-1.500 d.C.

Dalle note di presentazione al parroco del progetto da parte dell’architetto

Orecchino in oro con rappresentazione della Croce Andina, 700-1.500 d.C. Ibarra (Ecuador), Museo di Archeologia Regionale della Sierra Nord.

“El nuevo proyecto de la iglesia se centra en el espacio litúrgico del altar, colocado sobre una base que tiene la forma de la “Cruz Andina” (como he visto en algunas joyas que contiene el museo arqueológico de Ibarra).

El símbolo representa los cuatro elementos de la naturaleza y los cuatro puntos cardinales con el centro “el ombligo del mundo”, el punto de contacto entre la tierra y el cielo. El vacío en el centro se llena desde el altar, que representa a Cristo, la respuesta al sentido religioso expresado por los antiguos en sus símbolos. Alrededor de este círculo se desarrolla en tres partes, la asamblea.

Esto me parece de una manera más adecuada a la comunidad (que he tenido el placer de conocer), que la disposicion frontal clasica. En cuanto a los materiales, pienso en el uso de materiales tradicionales como ladrillos y tejas, y dentro de la iglesia, para cubrir el techo y las paredes, el uso de la artesanía local (como alfombras y tejidos de paja).”

 

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