"Nuestra amiga Teressa"

Brignano, 1973.
La storia di Teresa, Dario e Cesare comincia li. Ma l'esito di quell'amicizia - nata a dispetto della diversità e persino di una certa antipatia iniziale - oggi si può vedere e toccare: è la chiesa di Portoviejo, in Ecuador. Questa è una storia di incontri, di entusiasmi e tradimenti, di un gruppetto di adolescenti cresciuti inseguendo l'intuizione della giovinezza. All'inizio degli anni '70, anche in un piccolo centro di provincia, i giovani hanno fretta di cambiare il mondo, la fede è spesso un capitolo chiuso. Teresa, Cesare e Dario, a 15-16 anni, percorrono strade diverse, ma con Comunione e Liberazione scoprono che Cristo è la risposta a tutte le loro domande.





Diventano inseparabili: i "raggi", le gite, le feste, i giorni di ritiro. Lo studio e la liturgia, il lavoro e i giochi, la caritativa con gli anziani, il rosario e le biciclettate nelle sere di maggio: tutto è occasione per approfondire la fede cristiana. Ma una sera di maggio Teresa ha un incidente. Mentre guida la fila di amici che pedalano lungo la provinciale, un'auto la fa volare nella scarpata: coma irreversibile. A chi dispera di Dio e della fede, qualcuno risponde: "Il miracolo siamo noi, qui, uniti a pregare".
Chi l'ha conosciuta racconta che Teresa era contagiosa, felice, radiosa, ma anche severa e intransigente. Aveva trovato una cosa grande, vera: non stava nella pelle. Teresa era un vento allegro, che chiedeva molto. Voleva andare al fondo delle cose, al loro significato. E la verità delle cose è il Paradiso. Poco dopo la morte di Teresa, Dario e Cesare si perdono di vista: il primo entra in seminario, Cesare si costruisce un lavoro e una famiglia.
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