Le zone rurali della provincia di Manabì presentano gravi problemi
di salute per la presenza di malattie infettive, carenza di servizi sanitari
e di medicine. La zona rurale è divisa in piccole comunità
con popolazione variabile da 1.000 a 10.000 persone, distribuite in modo
sparso e disomogeneo sul territorio della provincia. Alcune zone (Paraiso)
sono densamente popolate, mentre altre (sud della Provincia) sono meno
popolate, in queste ultime zone gli abitanti vivono dispersi in piccole
frazioni, distanti molte ore di cammino dai centri principali. Durante
la stagione invernale le piogge torrenziali rendono ancora più
difficili le comunicazioni e di fatto molte zone restano isolate per lunghi
periodi. L’assistenza sanitaria è garantita da subcentri
di salute governativi ubicati nel villaggio principale di ogni comunità.
Questi centri non erogano una buona assistenza sanitaria in quanto il
personale medico e paramedico è male addestrato, mal pagato e spesso
assente dal posto di lavoro. Inoltre gli edifici sono sovente insalubri
e fatiscenti e le medicine necessarie per la cura delle più comuni
malattie sono difficilmente reperibili nei subcentri. La situazione è
drammatica nel caso di emergenze mediche, poiché il personale sanitario
non risiede nella campagna ed è assente di notte e nei giorni festivi.
I pazienti vengono trasportati con mezzi di fortuna negli ospedali delle
città più vicine con percorsi difficoltosi di durata talvolta
superiore alle 6 ore.
Secondo statistiche ufficiali il 30 % delle zone sanitarie non fruisce
di servizi sanitari, mentre nel restante 70% questi servizi non sono adeguati.
Secondo dati della Organizacion Internacional del Trabajo (Organizzazione
Internazionale del Lavoro) e dell’UNICEF nel 1990 lavoravano in
Ecuador 800.000 bambini e giovani di età compresa tra gli 8 ed
i 18 anni, pari al 30% della intera popolazione minorile (2.5 milioni).
Nel 1996 questa percentuale è aumentata al 38.7 %. Nella zone rurali
lavora una percentuale minore rispetto alle zone urbane (310.000), però
le condizioni lavorative sono peggiori. Solo il 23% dei minori che lavorano
frequentano le scuole. La popolazione che vive in stato di povertà
nelle zone rurali raggiunge il 54.7% secondo una statistica del 2002.
La quasi totalità delle case nelle zone rurali è costituita
da capanne in legno, solo la metà di queste è dotata latrina
anch’essa in legno, separata dalla casa e senza pozzo settico. Non
esiste acquedotto né impianto fognario in nessuna zona rurale,
mentre l’energia elettrica è presente in vaste zone della
provincia, seppure con frequenti interruzioni. Solo le strade principali
sono asfaltate, mentre la rete viaria interna è in terra battuta,
percorribile in inverno solo a piedi o con animali a causa delle piogge
torrenziali. ![]()
La dieta dei contadini (campesinos) è monotona e inadeguata per
la popolazione infantile. Gli alimenti sono poco appetitosi e di scarso
valore nutritivo. Si calcola che a livello nazionale il 66% dei bambini
che vive in zone rurali consuma una dieta con carenza calorica, proteica
e vitaminica. Dati più precisi sul deficit nutrizionale nei bambini
con meno di 5 anni provengono dal SISVAN (Sistema di Vigilanza Alimentaria
e Nutrizionale), ma rappresentano solo i bambini che si sono rivolti al
servizi di salute. Secondo questi dati nei bambini di età inferiore
ad 1 anno il 18% ha peso inferiore al normale ed il 2,5% è gravemente
denutrito. Il 21,1% dei bambini compresi tra 1 e 4 anni ha basso peso
ed il 4,9% è gravemente denutrito. La percentuale di bambini denutriti
è in realtà molto superiore se si considera che molti bambini
vivono lontani dai centri di salute e non vengono portati dai genitori
ai controlli. ![]()
Le malattie respiratorie sono il problema più frequentemente osservato
(38,7 % delle visite mediche), analogamente a tutti gli altri paesi in
via di sviluppo. Il secondo problema più frequente sono le diarree
acute (22,8%). Le infezioni respiratorie sono la causa più frequente
di morte (37%) nei bambini di età compresa tra 1 settimana e 12
mesi, ed anche la più frequente causa di morte nella fascia di
età tra 1 e 4 anni. Le altre malattie maggiormente osservate sono
la malaria, il dengue, la febbre non diagnosticata (23 % delle visite)
e le affezioni cutanee quali impetigine e scabbia.
Le statistiche riportano anche una importante diffusione dei parassiti
intestinali, specialmente in alcune comunità (Manga del Cura, Junin),
mentre in altre aree la loro diffusione è minore (Julcui). In questa
zona si osservano invece gravi problemi di denutrizione, soprattutto nei
bambini di età inferiore ai 5 anni. Quando si considerano le statistiche
ufficiali si deve sempre tenere presente che queste ultime sottostimano
la reale frequenza e gravità delle malattie a causa della mancanza
di attendibili registri nosologici di popolazione: i bambini che vengono
portati ai subcentri di salute sono solo una parte di quelli che in realtà
si ammalano. Molti di esse, specie se appartenenti alle famiglie povere
e lontane dai centri di salute, o vengono portati dai guaritori locali
o non vengono curati affatto. La morte di un neonato e di un bambino piccolo
viene accettata spesso come un evento “normale” ed ineluttabile,
dato lo stato di estrema povertà di molte famiglie ed il cattivo
stato di nutrizione dei bambini.
La copertura vaccinale è più bassa nella costa (64% dei
bambini) rispetto al resto del paese (70%). Ciò conferma la difficoltà
nel raggiungere la popolazione infantile nelle zone rurali, a causa dei
fattori ambientali e delle carenze organizzative sopra citati. ![]()
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