Caro padre Dario

«Che cosa è essenziale?», questa è la domanda che negli esercizi spirituali della Fraternità san Giovanni Apòstolo di quest’anno mi ha colpito di più. Ma è anche la domanda che è nel mio cuore soprattutto in questi giorni. Giorni di lavoro e di studio che esigono un profondo perché o como dice Cesare nella sua canzone: «è bella la fatica se sai anche il per Chi».

«Ciò che è essenziale» dicevi, «ciò che è determinante è l’essere. Questo essere è opera
del Signore! Opera che Egli fa tutti i giorni. Dove tu vedi Cristo che ti fa? La Fraternità. Allora è questione di affetto, un’affetto che è petizione: Fammi essere!». Caro padre questa è la esigenza che il Signore ha messo nel mio cuore, esigenzia che si va facendo più forte quanto più si avicina la partita per Roma.

Sono contento ma non ti voglio negare che ho un po’ di paura, paura instintiva al diverso, ma una paura che non mi determina. So che andare a Roma è opera del Signore, puro dono che io non merito. Per me questa è la circostanza con la quale Egli mi fa essere, e io voglio dire “sì”

 

Un forte abbraccio
Alexander